Serve un visto per il Regno Unito con passaporto italiano?
No — i cittadini italiani entrano nel Regno Unito senza visto per turismo, visite a familiari e amici, impegni di lavoro e corsi brevi, con soggiorni fino a sei mesi. Dal 2 aprile 2025, però, serve un requisito preliminare: la Electronic Travel Authorisation (ETA), un'autorizzazione digitale da richiedere online prima della partenza, collegata elettronicamente al passaporto. Chi conosce l'ESTA americana ha già capito il meccanismo — questa è la versione britannica.
Per gli italiani c'è un secondo punto, più insidioso perché più vecchio: dal 2021 il Regno Unito non accetta più la carta d'identità, nemmeno elettronica. Serve il passaporto — ed è sul passaporto che l'ETA viene registrata. Milioni di italiani abituati a girare l'Europa con la CIE devono mettere in conto il passaggio in questura prima del viaggio a Londra: senza passaporto, l'ETA non si può nemmeno richiedere.
Dal 25 febbraio 2026 le regole hanno smesso di essere teoria: i vettori sono obbligati a verificare l'autorizzazione digitale di ogni passeggero prima dell'imbarco, quindi l'ETA mancante ferma il viaggio a Malpensa o Fiumicino, non a Heathrow. Questa guida copre la procedura passo per passo, costi e validità, le esenzioni — compresi i doppi cittadini —, i casi da visto e i transiti. Per la destinazione: la guida del Regno Unito.
Che cos'è l'ETA — e che cosa non è
L'ETA è un controllo preventivo per i visitatori esenti da visto, non un visto: niente appuntamento consolare, niente colloquio, niente timbro. La domanda viaggia online, il ministero dell'Interno britannico incrocia i dati del passaporto con le banche dati di sicurezza e l'approvazione resta registrata in forma digitale. Copre tutto il Regno Unito più Jersey, Guernsey e l'Isola di Man.
Il perimetro è quello della visita: vacanze, famiglia e amici, riunioni e fiere, studio fino a sei mesi — la vacanza studio classica ci sta tutta. Non copre il lavoro per un datore britannico, il trasferimento oltremanica né il matrimonio nel Regno Unito: per questi progetti esistono i visti dedicati, descritti più avanti.
E come ogni autorizzazione di questo tipo, l'ETA approvata fa salire a bordo ma non garantisce l'ingresso: l'ultima parola spetta alla Border Force all'arrivo — anche se, nella pratica, i visitatori italiani passano dagli eGate automatici in pochi minuti.
- 1App 'UK ETA' oppure modulo online: L'app ufficiale (App Store / Google Play) legge il chip del passaporto, scatta la foto del viso e guida le domande — una decina di minuti; il modulo web chiede le stesse cose con foto caricate a mano. Chi preferisce delegare può affidare la pratica a un servizio specializzato che la prepara e la controlla.
- 2Il passaporto giusto — la CIE resta a casa: L'ETA si richiede con il passaporto che si userà in viaggio; la carta d'identità non entra in gioco in nessuna fase. Se il passaporto è vicino alla scadenza, meglio rinnovarlo prima: con il documento nuovo serve una nuova ETA.
- 320 sterline a persona, bambini compresi: La tariffa è di 20 £ a domanda nel momento in cui scriviamo — carta, Apple Pay o Google Pay — e non viene rimborsata nemmeno in caso di rifiuto. Ogni viaggiatore ha bisogno della propria ETA, neonati inclusi; per i minori la richiedono i genitori.
- 4Risposte precise alle domande di sicurezza: Il modulo chiede di precedenti penali e violazioni migratorie passate. La valutazione è automatica: con una storia complicata conviene spesso partire direttamente dal visto per visitatori, dove un funzionario esamina il fascicolo completo.
- 5Partire solo con l'e-mail di approvazione: La maggior parte delle decisioni arriva entro un giorno; l'indicazione ufficiale è prevedere tre giorni lavorativi. L'approvazione arriva via e-mail con un riferimento di 16 cifre e resta legata al passaporto — niente da stampare, ma senza quella e-mail non si parte.
Due anni, ingressi illimitati, sei mesi a visita
Il conto è presto fatto: 20 £ per due anni di ingressi illimitati — o fino alla scadenza del passaporto, se arriva prima — con soggiorni fino a sei mesi l'uno. Per chi va e viene da Londra per lavoro, per le famiglie con figli che studiano nel Regno Unito o per il weekend lungo ricorrente, è una pratica sola per passaporto, non una per viaggio.
I sei mesi a visita restano però un margine da visitatore: incatenare soggiorni lunghi uno dietro l'altro per vivere di fatto oltremanica è esattamente lo schema che la Border Force è addestrata a riconoscere, e può finire con un ingresso negato. Se il progetto è fermarsi — lavoro, studio lungo, partner — la strada giusta è un visto.
- Doppi cittadini italo-britannici: I cittadini britannici e irlandesi sono fuori dal sistema — non possono nemmeno richiedere un'ETA. Chi ha entrambe le cittadinanze viaggia con il passaporto britannico o porta un «certificate of entitlement» in quello italiano; presentarsi con il solo passaporto italiano e senza ETA significa restare a terra.
- Chi ha già uno status britannico: La comunità italiana nel Regno Unito è tra le più grandi d'Europa, e chi ha ottenuto il settled o pre-settled status dopo la Brexit non ha bisogno dell'ETA: quello status è già l'autorizzazione digitale che il vettore consulta. Lo stesso vale per i titolari di visti britannici in corso e per i permessi di Jersey, Guernsey e Isola di Man.
- Lavoro, studio lungo, matrimonio: il visto: Un contratto di lavoro richiede il visto Skilled Worker con sponsorizzazione; una laurea o un master, il visto per studenti; sposarsi nel Regno Unito, la sua categoria dedicata. Tutte le pratiche si fanno online prima della partenza, con appuntamento biometrico. La rappresentanza britannica in Italia fa capo all'ambasciata del Regno Unito a Roma, affiancata dal consolato generale di Milano.
- ETA rifiutata: resta il visto per visitatori: Un rifiuto non è un divieto di viaggio: la Standard Visitor Visa resta aperta, più lenta e più costosa ma esaminata da un funzionario con margine di giudizio, non da un algoritmo.
Transiti, vacanze studio e controlli senza sconti
Il transito da un aeroporto britannico — Heathrow su una rotta transatlantica, per esempio — segue la logica del controllo di frontiera: chi resta airside, senza varcare la frontiera britannica, oggi non ha bisogno dell'ETA; chi ritira i bagagli, combina prenotazioni separate o pernotta a Londra sì. L'esenzione è dichiaratamente provvisoria e le compagnie la applicano in modo diseguale: meglio confermarla con la propria — o richiedere l'ETA e chiudere la questione con 20 £.
Le vacanze studio restano il classico dell'estate italiana, e l'ETA le copre fino a sei mesi di corso. Attenzione però all'organizzazione: ogni studente ha bisogno del proprio passaporto e della propria ETA — l'unica esenzione scolastica esistente riguarda i gruppi in partenza dalla Francia con un modulo dedicato, e le scuole italiane non possono usarla.
Dal 25 febbraio 2026, infine, i controlli sono senza sconti: senza autorizzazione digitale — ETA, eVisa o visto — l'imbarco viene negato. Con decisioni che arrivano in genere entro poche ore, la mossa sensata è una sola: ETA richiesta il giorno stesso della prenotazione.
No per le visite: turismo, famiglia, lavoro in trasferta e corsi fino a sei mesi restano senza visto. Dal 2 aprile 2025 serve però l'ETA (Electronic Travel Authorisation), richiesta online prima della partenza e legata al passaporto.
No. Dal 2021 il Regno Unito accetta solo il passaporto dai cittadini UE — la CIE non vale, nemmeno per i minori. E l'ETA si registra proprio sul passaporto: senza, la domanda non si può fare.
20 £ a persona nel momento in cui scriviamo, non rimborsabili. La maggior parte delle domande viene approvata entro un giorno; ufficialmente conviene prevedere fino a tre giorni lavorativi e partire solo con l'e-mail di conferma ricevuta.
GOV.UK — Electronic Travel Authorisation (ETA)
La guida ufficiale del governo britannico, con accesso alla domanda (in inglese).
GOV.UK — Check if you need a UK visa or ETA
Il verificatore ufficiale per nazionalità e motivo del viaggio — Italia inclusa.
GOV.UK — Standard Visitor visa
La via del visto per i casi fuori dall'ETA: rifiuti, soggiorni lunghi, scopi particolari.
GOV.UK — «No permission, no travel»: annuncio dei controlli rafforzati
Il comunicato ufficiale sulla verifica obbligatoria dei vettori dal 25 febbraio 2026.
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