Togo
Prefisso Telefonico
+228
Capitale
Lome
Popolazione
8,8 milioni
Nome Nativo
Togo
Regione
Africa
Africa occidentale
Fuso Orario
Greenwich Mean Time
UTC±00
In Questa Pagina
Il Togo è uno dei paesi più piccoli dell'Africa Occidentale: appena 160 chilometri di larghezza ma circa 600 da sud a nord, dal golfo del Benin alla frontiera con il Burkina Faso, fra il Ghana a ovest e il Benin a est. Vi vivono circa 8,8 milioni di persone, in larga parte concentrate nel sud, intorno alla capitale Lomé. Lomé sorge direttamente sull'Atlantico, addossata al confine ghanese, e raccoglie pressoché tutto il peso economico, universitario, culturale e gastronomico del paese. La lingua ufficiale è il francese; nella vita quotidiana si parlano soprattutto ewe nel sud (condiviso con il Ghana), mina sulla costa, kabiyè nel nord (intorno a Kara) e tem nella zona di Sokodé. Per il viaggiatore italiano il Togo non è una destinazione di larga frequentazione, ma è un paese accessibile e culturalmente molto compatto. Non esistono voli diretti dall'Italia: il percorso più rapido da Roma, Milano o Venezia passa generalmente da Bruxelles con Brussels Airlines (volo quotidiano per Lomé, circa sei ore di volo finale), da Parigi-CDG con Air France (circa 6 ore e mezza), da Casablanca con Royal Air Maroc o da Istanbul con Turkish Airlines. L'Italia non ha ambasciata residente a Lomé: l'assistenza consolare per i cittadini italiani fa capo all'Ambasciata d'Italia ad Accra (Ghana), accreditata anche per il Togo. Sul piano della cooperazione, l'AICS — Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo — opera nell'Africa Occidentale e segue alcuni programmi che toccano il Togo, mentre la presenza missionaria italiana, in particolare la Società delle Missioni Africane (SMA) e i Missionari Comboniani, accompagna da decenni opere educative, sanitarie e di formazione professionale nel paese e nei Stati confinanti. Il Togo conta un solo bene iscritto nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO: Koutammakou, il Paese dei Batammariba, iscritto nel 2004, nel nord-est ai confini con il Benin. È un paesaggio culturale di circa 50 000 ettari nei monti Atakora, dove i Batammariba abitano da secoli nelle takienta, le loro torri-abitazione a due piani in terra rossa e paglia, fortificate, in cui granaio, cucina, camere e altari degli antenati formano un unico organismo architettonico. Le takienta sono fra le architetture vernacolari più fotografate dell'Africa Occidentale. Il circuito turistico classico segue un solo asse nord-sud: Lomé sulla costa, il lago Togo con Togoville come centro di pellegrinaggio vodoun, la regione dei Plateaux intorno a Kpalimé con il monte Agou e le sue cascate, i monti Atakora con Sokodé e Kara e infine Koutammakou. Da sette a quattordici giorni sono sufficienti. I due grandi parchi nazionali — Fazao-Malfakassa al centro e Kéran a nord — ospitano elefanti, ippopotami, antilopi e leopardi. Per i visti, il Togo non rilascia più visto all'arrivo. Tutti i viaggiatori extra-CEDEAO richiedono l'e-visa almeno cinque-sei giorni lavorativi prima della partenza su voyage.gouv.tg; il visto turistico standard di 15 giorni costa circa 40 USD, è disponibile anche un visto fino a 90 giorni a costo superiore. La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria. La valuta è il franco CFA dell'Africa Occidentale (XOF), agganciato all'euro al cambio fisso 655,957 XOF = 1 EUR.
Requisiti di visto per il Togo
Il Togo opera ormai con un sistema esclusivamente elettronico: non esiste più visto all'arrivo. Tutti i viaggiatori extra-CEDEAO — inclusi i passaporti italiani, sammarinesi, vaticani, maltesi e tutti gli altri europei, statunitensi, canadesi, australiani e svizzeri — richiedono il visto almeno cinque-sei giorni lavorativi prima della partenza sul portale ufficiale voyage.gouv.tg. Il visto turistico elettronico standard è a entrata singola, valido 15 giorni, e costa circa 40 USD pagati online con carta internazionale; un visto turistico di lunga durata fino a 90 giorni è disponibile a costo superiore. I cittadini degli Stati membri della CEDEAO (Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d'Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone) entrano senza visto in base al protocollo regionale di libera circolazione, con soggiorni fino a 90 giorni; il certificato di febbre gialla resta in ogni caso richiesto. Il passaporto deve avere validità di almeno tre mesi dalla data prevista d'ingresso (sei mesi per i residenti in Togo); è necessaria una pagina libera. Il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla, rilasciato almeno dieci giorni prima della partenza sulla yellow card dell'OMS, è obbligatorio: il Togo si trova nell'area di trasmissione della febbre gialla e il documento è controllato in tutti i punti di ingresso. Si aggiunge la formalità della registrazione online: il viaggiatore compila il modulo sia prima dell'ingresso sia prima dell'uscita; l'operazione è integrata nel flusso dell'e-visa su voyage.gouv.tg. Il transito per Lomé richiede un visto, salvo permanenza in area internazionale su un unico itinerario in coincidenza: verificare con la compagnia aerea. Una dichiarazione valutaria è dovuta in entrata e in uscita per importi pari o superiori al controvalore di 10 000 USD. Le frontiere terrestri con Ghana, Benin e Burkina Faso possono chiudere temporaneamente — per esempio in occasione di elezioni in uno dei paesi vicini — quindi conviene verificare l'accessibilità poco prima del viaggio. I visti per affari, lavoro, studio e soggiorno si richiedono attraverso lo stesso portale o presso l'Ambasciata del Togo competente per l'Italia: l'Ambasciata della Repubblica Togolese a Roma, oppure, in subordine, l'ambasciata togolese di Parigi, con la documentazione di supporto richiesta. Prima della prenotazione conviene consultare la pagina paese del portale Viaggiare Sicuri della Farnesina, aggiornata con indicazioni su accessibilità regionale, contesto di sicurezza al nord lungo la frontiera con il Burkina Faso e raccomandazioni di itinerario.
Tipi di Visto Comuni
E-visto turistico (15 giorni)
Turismo, visite familiari e brevi viaggi d'affari per quasi tutti i passaporti extra-CEDEAO. Richiesta online su voyage.gouv.tg prima della partenza. È il visto standard per il circuito classico Lomé–lago Togo–Kpalimé–Koutammakou e per soggiorni fino a due settimane.
E-visto turistico (fino a 90 giorni)
Soggiorni più lunghi, itinerari combinati su più regioni (Lomé più Atakora a nord e Plateaux al centro), visite familiari estese e viaggi culturali approfonditi. Stesso portale del visto da 15 giorni, con la durata estesa confermata in fase di domanda.
Ingresso senza visto per cittadini CEDEAO
Cittadini dei quattordici Stati membri CEDEAO (Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d'Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone) in base al protocollo regionale di libera circolazione.
Affari, lavoro, studio e transito
Attività professionali, lavoro, studio e transito breve per Lomé. Lomé ospita la sede di ASKY Airlines, compagnia panafricana con una rete regionale densa, e dispone di uno dei porti naturali in acque profonde più importanti dell'Africa Occidentale: contesto rilevante per i viaggiatori d'affari italiani nei settori infrastrutturale ed energetico.
Informazioni pratiche
Guida di Viaggio
Il Togo si presta a un percorso lineare, da sud a nord, con distanze contenute e un netto cambio di paesaggi nel giro di poche ore di strada. Per un viaggiatore dall'Italia non esistono collegamenti diretti: si parte da Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa o Venezia con scalo a Bruxelles (Brussels Airlines, volo quotidiano per Lomé), a Parigi-CDG (Air France), a Casablanca (Royal Air Maroc) o a Istanbul (Turkish Airlines). Lomé è inoltre il quartier generale di ASKY Airlines, compagnia panafricana che collega Cotonou, Abidjan, Bamako, Conakry, Dakar, Accra, Lagos, Kinshasa, Brazzaville, Douala e Libreville: il Togo si rivela così una base sorprendentemente ben collegata per un circuito regionale. A Lomé conviene fermarsi due o tre giorni. Il Grand Marché del centro è da decenni il regno delle Nana Benz, le grandi grossiste togolesi che dopo l'indipendenza hanno costruito il commercio panafricano del wax-print e ne mantengono ancora il controllo. A pochi chilometri a est si apre il mercato di Akodessewa: il più grande mercato vodoun in attività dell'Africa Occidentale, che non è una scenografia turistica ma il vero centro di approvvigionamento di sacerdoti e guaritori tradizionali del Togo, del Benin, del Ghana e della Nigeria — erbe, statuette di legno, terracotte, tessuti cerimoniali. Si chiede prima di fotografare e si lascia un piccolo contributo. Vale la pena vedere anche la cattedrale, la spiaggia atlantica della Plage de Lomé e l'Hôtel 2 Février, torre modernista di 36 piani inaugurata nel 1980 che disegna la silhouette della città. Per i visitatori italofoni il riferimento culturale più immediato in città non è italiano ma francese e tedesco: l'Institut français du Togo, l'Alliance française di Lomé e il Goethe-Institut Lomé propongono una programmazione regolare — concerti, mostre, cinema — e funzionano come primi punti di contatto con la scena culturale locale; per la lingua e la documentazione consolare i cittadini italiani fanno riferimento all'Ambasciata d'Italia ad Accra (Ghana), accreditata per il Togo. Il venerdì sera, in locali come Le Kilimanjaro, la scena musicale togolese resta una delle più vive della regione. A est di Lomé inizia la costa vodoun. Aného, antica città di pescatori con cattedrale del XIX secolo e mercato del pesce sulla laguna, è la sede del Yêkê Yêkê di Glidji a inizio settembre: la notte in cui il sommo sacerdote svela il colore della pietra sacra per l'anno a venire (il bianco annuncia pace e prosperità). Più all'interno, sulla riva settentrionale del lago Togo, c'è Togoville: cuore storico del vodoun togolese e contemporaneamente luogo di pellegrinaggio cattolico, con la piccola basilica di Notre-Dame du Lac accanto al palazzo reale della dinastia Mlapa. Sul lago si vedono piroghe, villaggi di pescatori e case di fine settimana dei lomesi. A 120 chilometri a nord-ovest della capitale si entra nei Plateaux, intorno a Kpalimé: il contraltare montuoso e verde della costa. Il monte Agou raggiunge 986 metri ed è il punto più alto del paese; nei giorni limpidi lo sguardo arriva fino al lago Volta in Ghana. Si aggiungono le cascate di Kpime, Womé e Kamalo, le piantagioni di cacao e caffè ancora in attività — l'arabica togolese arriva ai torrefattori specialisti europei, in qualche caso anche italiani — e i boschi di farfalle attorno a Kloto, dove il Centre des Papillons ha catalogato oltre 1 000 specie. A Kpalimé città c'è un grande mercato del venerdì, qualche piccola galleria e laboratori di batik e tessitura. Più a nord, i monti Atakora corrono lungo il fianco orientale del paese, da Atakpamé a Sokodé e Kara. Sokodé, seconda città del paese, è a maggioranza musulmana, conserva la grande moschea del venerdì e l'eredità del sultanato tem-kotokoli; la festa del coltello Adossa-Gadao si tiene fra fine agosto e inizio settembre. Kara, capitale dei Kabiyè, ospita a luglio l'Evala, la grande competizione di lotta tradizionale dei giovani kabiyè. A ovest di Sokodé, il parco nazionale di Fazao-Malfakassa, circa 1 920 km², protegge l'ultima popolazione significativa di elefanti del sud del Togo, in un paesaggio di savana boscata e della scarpata di Fazao ancora poco battuto dai turisti. Il punto culminante, all'estremo nord-est: Koutammakou, nella valle del Tamberma, ai confini con il Benin. Centinaia di takienta si distribuiscono nei 50 000 ettari del sito UNESCO, spesso raggruppate in nuclei familiari. I riti di iniziazione dei Batammariba — il ciclo difoani ogni cinque anni per i giovani uomini, l'akotugbalega per le ragazze — sono ancora attivi, e le torri non sono manufatti museali: sono case abitate. Si arriva da Kara o Kandé, generalmente con le cooperative locali di turismo comunitario che hanno accordi diretti con le famiglie. Cooperazione e presenza italiana: l'AICS segue programmi nell'Africa Occidentale e collabora con organizzazioni della società civile italiane attive nel paese, dalla COE (Centro Orientamento Educativo) alle ONG ecclesiali; la presenza missionaria italiana — Società delle Missioni Africane (SMA), Missionari Comboniani — è radicata nella sotto-regione e accompagna scuole, dispensari e centri di formazione professionale. La diaspora togolese in Italia è esigua, ma la rete italo-togolese di cooperazione e di volontariato resta solida e offre, per chi viaggia con interesse al continente africano, un punto di riferimento prima e durante il viaggio. La cucina togolese fa parte della grande famiglia gastronomica del golfo del Benin: fufu (pasta di igname o manioca con salsa di arachidi, di palma o di verdure), akoumé (semolino di mais fermentato), gboma dessi (stufato di spinaci e pesce, piatto nazionale quotidiano), tilapia e orata alla brace dal lago Togo e dall'Atlantico, akpan (bevanda fermentata di mais), il celebre vino di palma di Lomé e il suo distillato sodabi, abolo (pane di mais), koliko (chips di manioca) e le birre locali — Pils, Ngok, Awooyo. L'ospitalità togolese (akwaba nel sud ewe, togba nel nord kabiyè) resta, per molti viaggiatori italiani, l'impressione più duratura del viaggio. Periodo migliore: la stagione secca dell'harmattan, da novembre a febbraio, con temperature gradevoli e cieli limpidi (a gennaio talvolta velati dal pulviscolo); è la finestra di riferimento per Koutammakou e i parchi nazionali. Da aprile a settembre piove, con i picchi a maggio-giugno e a settembre; le cascate di Kpalimé sono allora al loro massimo, ma alcune piste del nord possono restare interrotte.
Modi per Scoprire Questa Destinazione
Koutammakou, nella valle del Tamberma all'estremo nord-est del Togo ai confini con il Benin, è la principale carta culturale del paese: un paesaggio di circa 50 000 ettari segnato dalle celebri takienta, torri-abitazione a due piani in terra rossa e paglia, fortificate, in cui i Batammariba vivono da secoli. Ogni takienta integra granaio, cucina, camere e altari degli antenati in un unico edificio; ne esistono centinaia, spesso raggruppate in nuclei familiari. I riti di iniziazione dei Batammariba — il ciclo difoani ogni cinque anni per i giovani uomini, l'akotugbalega per le ragazze — sono ancora vivi. Le torri non sono manufatti museali: sono case abitate. Si arriva al sito da Kara o Kandé, di norma attraverso le cooperative locali di turismo comunitario che hanno stipulato accordi diretti con le famiglie residenti.
Capitale costiera affacciata sull'Atlantico al confine con il Ghana, Lomé apre qualunque itinerario togolese e merita due o tre giorni. Il Grand Marché del centro è da decenni il regno delle Nana Benz, le grandi grossiste togolesi che hanno fatto del wax togolese una referenza panafricana dopo l'indipendenza. A pochi chilometri a est, il mercato di Akodessewa è il più grande mercato vodoun in attività dell'Africa Occidentale, fornitore di sacerdoti e guaritori tradizionali del Togo, del Benin, del Ghana e della Nigeria: è un sito religioso operativo, non una messa in scena per visitatori. Da vedere anche la cattedrale, l'Hôtel 2 Février (torre modernista di 36 piani inaugurata nel 1980, simbolo della skyline), la spiaggia atlantica della Plage de Lomé, la nuova Lomé Marina e il piccolo Musée National du Togo. Per i visitatori italofoni i riferimenti culturali in città sono soprattutto francesi e tedeschi: Institut français, Alliance française e Goethe-Institut Lomé concentrano la programmazione (cinema, mostre, concerti, dibattiti). Il venerdì sera locali come Le Kilimanjaro tengono viva una delle scene musicali dal vivo più attive della regione.
A est di Lomé, l'Atlantico e il lago Togo custodiscono la stratificazione culturale più densa del paese. Togoville, sulla riva settentrionale del lago Togo a 35 km dalla capitale, è il cuore storico del vodoun togolese e luogo di pellegrinaggio continuo: la piccola basilica cattolica di Notre-Dame du Lac sorge accanto al palazzo reale della dinastia Mlapa, e piroghe attraversano il lago da Agbodrafo, sulla riva sud. Più a est, sull'Atlantico, Aného è l'antica città di pescatori con cattedrale del XIX secolo, mercato del pesce sulla laguna e il quartiere di Glidji-Anyron: sede del Yêkê Yêkê di Glidji a inizio settembre, quando il sommo sacerdote svela il colore della pietra sacra per l'anno a venire (il bianco annuncia pace e prosperità). È uno dei grandi appuntamenti religiosi del calendario ovest-africano.
A 120 chilometri a nord-ovest di Lomé, la regione dei Plateaux intorno a Kpalimé è il contraltare montuoso e boscoso della costa. Il monte Agou raggiunge 986 metri, è il punto più alto del paese e nelle giornate limpide offre la vista sul lago Volta in Ghana da un lato e sull'Atlantico dall'altro. Le cascate di Kpime, Womé e Kamalo, le piantagioni di cacao e caffè ancora in attività (l'arabica togolese arriva ai torrefattori specialisti europei, in qualche caso anche italiani) e i boschi di farfalle attorno a Kloto, dove il Centre des Papillons ha catalogato oltre 1 000 specie, fanno della regione un'estensione piacevole di due o tre giorni. La stessa Kpalimé tiene un mercato del venerdì molto vivace, alcune piccole gallerie d'arte e laboratori di batik e tessitura; il monte Agou e le cascate vicine si percorrono in mezza giornata.
I due grandi parchi nazionali del Togo — Fazao-Malfakassa al centro e Kéran a nord — proteggono elefanti, ippopotami, antilopi (cobo, alcelafo, ippotrago), bufali, leopardi e circa 250 specie di uccelli. Fazao-Malfakassa, a ovest di Sokodé, è il parco più esteso del paese (circa 1 920 km²) e ospita l'ultima popolazione significativa di elefanti del sud del Togo, in un paesaggio di savana boscata e della scarpata di Fazao ancora poco frequentato. Kéran, a nord, confina con il complesso beninese del Pendjari e fa parte del corridoio transfrontaliero della fauna ovest-africana. La stagione secca, da novembre ad aprile, è la finestra abituale per l'osservazione faunistica.
L'asse centrale e settentrionale, da Atakpamé a Sokodé fino a Kara, fa da contrappeso più tranquillo e agricolo alla costa. Sokodé, seconda città del paese, è a maggioranza musulmana, conserva la grande moschea del venerdì e l'eredità del sultanato tem-kotokoli; la festa del coltello Adossa-Gadao si tiene fra fine agosto e inizio settembre. Kara, capitale dei Kabiyè, è incastonata fra il massiccio di Kara e i contrafforti dell'Atakora e ospita a luglio l'Evala, la grande competizione di lotta tradizionale dei giovani kabiyè. Poco distante c'è la piccola città universitaria di Pya. La regione offre un altro ritmo rispetto a Lomé e un complemento naturale a Koutammakou.
La cucina togolese fa parte della grande famiglia gastronomica del golfo del Benin: fufu (pasta di igname o manioca con salsa di arachidi, di palma o di verdure), akoumé (semolino di mais fermentato), gboma dessi (stufato di spinaci e pesce, piatto nazionale quotidiano), tilapia e orata alla brace dal lago Togo e dall'Atlantico, akpan (bevanda fermentata di mais), il celebre vino di palma di Lomé e il suo distillato sodabi, abolo (pane di mais), koliko (chips di manioca) e le birre locali — Pils, Ngok, Awooyo. Il vodoun è il tessuto culturale che lega il sud del Togo al sud del Benin: Togoville, il mercato di Akodessewa a Lomé e il Yêkê Yêkê di Glidji a settembre ne segnano le tappe. L'ospitalità togolese (akwaba nel sud ewe, togba nel nord kabiyè) resta, per molti viaggiatori internazionali, l'impressione più duratura del viaggio.
Denaro e valuta
Franco CFA dell'Africa occidentale (XOF)
Codice valuta: XOF
Consigli pratici sul denaro
Il franco CFA è ancorato all'euro
Il Togo usa il franco CFA dell'Africa occidentale (XOF), ancorato all'euro a tasso fisso. L'euro si cambia facilmente nelle banche e negli uffici di cambio a Lomé. I ticinesi (CHF) possono essere cambiati nelle grandi banche di Lomé, ma è più semplice portare euro direttamente.
Bancomat a Lomé — copertura limitata altrove
Ecobank, Société Générale e BTCI hanno bancomat a Lomé che accettano Visa e Mastercard internazionali. Nelle città regionali principali la copertura varia; le zone rurali sono prevalentemente senza bancomat.
Carte nei grandi hotel — Mobile Money dominante localmente
Le carte internazionali sono accettate nei grandi hotel e in alcuni ristoranti a Lomé. Localmente dominano Flooz e T-Money, ma richiedono una SIM locale per la registrazione.
Contanti per mercati e viaggi in provincia
Mercati, street food, taxi-brousse e attività fuori da Lomé richiedono XOF in contanti. Portare il budget completo prima di lasciare la capitale.
Nota: Controlla sempre i tassi di cambio prima di viaggiare. Il cambio valuta è disponibile in aeroporti, banche e cambi autorizzati.
Città con missioni
Dove mantiene ambasciate o consolati
Ambasciate presenti in Togo
Queste ambasciate e consolati hanno sede nel paese. Seleziona una rappresentanza per consultare le informazioni verificate.
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Istituti culturali — Togo
Corsi di lingua, esami, biblioteche e programmi culturali con una sede locale.
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