Panoramica
Carl Zeiss ed eredità ottica
Planetario Zeiss — il più antico in funzione
Università Friedrich Schiller e Idealismo tedesco
Battaglia di Jena 1806 — vittoria napoleonica
Orto Botanico — secondo più antico della Germania
JenTower e panorama sulla Saale
Info pratiche
Jena porta il soprannome di «Lichtstadt» — città della luce — in omaggio all'industria ottica che Carl Zeiss, Ernst Abbe e Otto Schott costruirono nella seconda metà dell'Ottocento e che fece del «vetro di Jena» un termine universale di precisione. La topografia della città è suggestiva: la Saale ha scavato una stretta valle nel calcare; la città si distende lungo la riva occidentale tra le pareti del Jenzig e dell'Hausberg. Il JenTower (128 m, l'unico grattacielo cilindrico degli ex-Länder orientali) svetta sopra il centro compatto come un landmark insolito. L'eredità Zeiss definisce l'identità scientifica di Jena. Carl Zeiss aprì il suo laboratorio nel 1846; Ernst Abbe derivò nel 1869 la formula matematica della condizione dei seni che rese possibile la fabbricazione di microscopi di precisione; Otto Schott fondò le Vetrerie Schott nel 1884 — i tre insieme crearono un'industria ottica a integrazione verticale. Questa eredità sopravvive nel Deutsches Optisches Museum (la più grande collezione mondiale di strumenti ottici) e nel Planetario Zeiss (inaugurato nel 1926, il più antico planetario ancora in funzione al mondo). Per i visitatori italiani, la connessione tra l'ottica di Jena e la cultura visiva italiana è concreta: gli obiettivi Zeiss equipaggiarono le cineprese di Cinecittà dagli anni Cinquanta, e la tradizione del vetro di precisione di Schott influenzò l'industria ottica del Nord Italia. L'Università Friedrich Schiller (~18.000 studenti) è il secondo pilastro della città: Schiller vi insegnò storia dal 1789 al 1799, Fichte, Hegel e Schelling vi tennero lezioni, e la Romantik di Jena agli inizi dell'Ottocento ne fece il centro dell'Idealismo tedesco. Jena è a 30 minuti da Erfurt in ICE o treno regionale, e a circa 2 ore e 30 minuti da Monaco in ICE.
Scopri Jena
La storia dell'impero ottico di Jena inizia con tre nomi che trasformarono la scienza e l'industria moderne. Carl Zeiss (1816–1888) aprì il suo laboratorio ottico a Jena nel 1846, producendo inizialmente lenti d'ingrandimento e microscopi artigianali. Ernst Abbe (1840–1905), fisico all'Università Friedrich Schiller, si unì a Zeiss nel 1866 e derivò nel 1869 la condizione dei seni di Abbe — la formula matematica che rese possibile per la prima volta la progettazione rigorosa delle lenti, sostituendo l'intuizione artigianale con la fisica del calcolo. Otto Schott (1851–1935), vetraio di Witten, portò ad Abbe nel 1879 una nuova formula di vetro borosilicato che rivoluzionò le prestazioni delle lenti; i tre cofondarono le Vetrerie Schott a Jena nel 1884. Dopo la morte di Zeiss, Abbe ristrutturò l'azienda come Fondazione Carl Zeiss (1889) — un'impresa a partecipazione agli utili senza azionisti privati, modello di proprietà ancora vigente oggi. La Fondazione Zeiss finanziò la costruzione del Planetario Zeiss (1926) e gran parte delle infrastrutture universitarie e civiche di Jena. Il Deutsches Optisches Museum (DOM) al Johannisplatz 26 ospita la più grande collezione mondiale di strumenti ottici: microscopi da Leeuwenhoek ai giorni nostri, storia degli occhiali, telescopi Zeiss, binocoli da spionaggio e gli strumenti originali del laboratorio del 1846.
Turismo e guide di destinazione
Cultura e festival
planetarium-jena.de — programma delle sessioni, prenotazione biglietti e informazioni per il planetario più antico ancora in funzione al mondo (dal 1926). Sessioni quotidiane in tedesco, sessioni occasionali in inglese.
optischesmuseum.de — la più grande collezione mondiale di strumenti ottici. Orari, prenotazione biglietti e informazioni sulle mostre dell'eredità Zeiss–Abbe–Schott.
uni-jena.de — informazioni pubbliche per i visitatori: Museo Filetico (collezione Ernst Haeckel), Aula universitaria ed eventi pubblici.