Marsiglia, Francia
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Marsiglia non è Parigi — ed è esattamente il suo punto di forza. La seconda città della Francia ha un'energia mediterranea cruda che ricorda Napoli o Palermo più della capitale: il caos delle strade, la luce accecante, il profumo di pesce e spezie, il miscuglio di lingue. Il Vieux-Port resta il cuore pulsante — un porto rettangolare circondato di caffè, con il mercato del pesce mattutino al Quai des Belges, la pensilina-specchio di Norman Foster all'ingresso e la sagoma di Notre-Dame de la Garde sulla collina. Il MuCEM (Museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo), collegato al Fort Saint-Jean del XVII secolo da una spettacolare passerella a graticcio in cemento di Rudy Ricciotti, ha messo Marsiglia sulla mappa museale internazionale nel 2013. Dietro il porto, Le Panier — il quartiere più antico — sale in strade color pastello con street art, laboratori artigiani e scorci sul porto. Ma il gioiello naturale più grande di Marsiglia sono le Calanques: un parco nazionale di falesie calcaree bianche che precipitano in acque turchesi del Mediterraneo, estese per 20 km a sud-est fino a Cassis. Per i viaggiatori italiani, Marsiglia ha un'affinità immediata: la stessa cultura di strada mediterranea, lo stesso rapporto viscerale con il mare e il cibo, lo stesso rumore vitale. Ma con una dimensione magrebina — il quartiere di Noailles, il ‚ventre' della città — che l'Italia non ha. La bouillabaisse (stufato di pesce codificato da una carta locale), la panisse (frittelle di ceci — come le panelle palermitane), le navettes (biscotti al fiore d'arancio) e i ristoranti nordafricani di Noailles dove cuscus, tajine e pastilla sono altrettanto marsigliesi che magrebini. TGV da Parigi in 3:15, da Lione in 1:40. Voli diretti da Roma e Milano.
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